Avvisi da Lunedì 17 Febbraio a Domenica 23 Febbraio

Lunedì 17 febbraio
– Celebrazioni: ore 09.00 funerale a Quistello; ore 09.00 a Quingentole.
San Giacomo ore 21.00 in canonica: incontro del direttivo del coordinamento pastorale per un tempo di meditazione e preghiera.

Martedì 18 febbraio
– Celebrazioni: ore 08.00 a Santa Lucia; ore 16.00 al R.S.A.
“Ciclamini” di Quistello.
Quistello ore 21.00 in oratorio: incontro dei responsabili dei centri d’ascolto della Parola.

Mercoledì 19 febbraio
– Celebrazioni: ore 09.00 a San Giacomo; ore 19.00 a Quingentole con adorazione fino alle ore 21.00.
Quistello ore 21.00 in oratorio: incontro dei responsabili dei gruppi liturgici per il periodo di Quaresima.

Giovedì 20 febbraio
– Celebrazioni: ore 09.00 a Quistello con adorazione fino alle ore 10.00; ore 19.00 a San Giacomo con adorazione fino alle 21.00.

Venerdì 21 febbraio
– Celebrazioni: ore 08.00 a Quistello; ore 09.00 a Quingentole.

Sabato 22 febbraio (festa della cattedra di San Pietro)
– Celebrazioni: ore 17.00 a San Rocco; ore 18.00 a Malcantone.

Domenica 23 febbraio (VII domenica del tempo ordinario)
– Celebrazioni: ore 08.00 e 11.00 a Quistello; ore 09.00 a Nuvolato; ore 09.30 a Quingentole; ore 10.30 a San Giacomo

Gesù viene a guarirci, non a rifare un «codice»
Ma io vi dico. Gesù entra nel progetto di Dio non per rifare un codice, ma per rifare il coraggio del cuore, il coraggio del sogno. Agendo su tre leve decisive: la violenza, il desiderio, la sincerità. Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, chi nutre rancore è potenzialmente un omicida. Gesù va diritto al movente delle azioni, al laboratorio dove si assemblano i gesti. L’apostolo Giovanni affermerà una cosa enorme: «Chi non ama suo fratello è omicida» (1 Gv 3,15). Chi non ama, uccide. Il disamore non è solo il mio lento morire, ma è un incubatore di violenza e omicidi. Ma io vi dico: chiunque si adira con il fratello, o gli dice pazzo, o stupido, è sulla linea di Caino…
Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l’ira, l’insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio.
L’uccisione esteriore viene dalla eliminazione interiore dell’altro. Chi gli dice pazzo sarà destinato al fuoco della Geenna. Geenna non è l’inferno, ma quel vallone alla periferia di Gerusalemme, dove si bruciavano le immondizie della città, da cui saliva perennemente un fumo acre e cattivo. Gesù dice: se tu disprezzi e insulti il fratello tu fai spazzatura della tua vita, la butti nell’immondizia; è ben più di un castigo, è la tua umanità che marcisce e va in fumo. Ascolti queste pagine che sono tra le più radicali del Vangelo e capisci per contrasto che diventano le più umane, perché Gesù parla solo della vita, con le parole proprie della vita: «Custodisci le mie parole ed esse ti custodiranno» (Prov 4,4), e non finirai nell’immondezzaio della storia.
Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio. Ma io vi dico: se guardi una donna per desiderarla sei già adultero. Non dice semplicemente: se tu desideri una donna; ma: se guardi per desiderare, con atteggiamento predatorio, per conquistare e violare, per sedurre e possedere, se la riduci a un oggetto da prendere o collezionare, tu commetti un reato contro la grandezza di quella persona.
Adulterio viene dal verbo a(du)lterare che significa: tu alteri, cambi, falsifichi, manipoli la persona. Le rubi il sogno di Dio. Adulterio non è tanto un reato contro la morale, ma un delitto contro la persona, deturpi il volto alto e puro dell’uomo.
Terza leva: Ma io vi dico: Non giurate affatto; il vostro dire sia sì, sì; no, no. Dal divieto del giuramento, Gesù va fino in fondo, arriva al divieto della menzogna. Di’ sempre la verità e non servirà più giurare. Non abbiamo bisogno di mostraci diversi da ciò che siamo nell’intimo. Dobbiamo solo curare il nostro cuore, per poi prenderci cura della vita attorno a noi; c’è da guarire il cuore per poi guarire la vita. (p. Ermes Ronchi)

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