Avvisi da Lunedì 20 Gennaio a Domenica 26 Gennaio

Lunedì 20 gennaio
– Celebrazioni: ore 08.00 a Quistello; ore 09.00 a Quingentole.

Martedì 21 gennaio (memoria di Sant’Agnese)
– Celebrazioni: ore 08.00 a Santa Lucia; ore 16.00 al R.S.A. “Ciclamini” di Quistello.

Mercoledì 22 gennaio
– Celebrazioni: ore 09.00 a San Giacomo; ore 19.00 a Quingentole con adorazione fino alle ore 21.00.
Quistello ore 21.00 in oratorio: incontro con i genitori che stanno organizzando i fine settimana in oratorio.

Giovedì 23 gennaio
– Celebrazioni: ore 09.00 a Quistello con adorazione fino alle ore 10.00; ore 19.00 a San Giacomo con adorazione fino alle ore 21.00.

Venerdì 24 gennaio (memoria di San Francesco di Sales)
– Celebrazioni: ore 08.00 a Quistello; ore 09.00 a Quingentole.

Sabato 25 gennaio (festa della conversione di San Paolo)
– Celebrazioni: ore 17.00 a San Rocco; ore 18.00 a Malcantone.
San Giacomo ore 15.00 in oratorio: incontro con i genitori dei bambini di III e IV elementare.

Domenica 26 gennaio (III domenica del T.O.)
– Celebrazioni: ore 08.00 e 11.00 a Quistello; ore 09.00 a Nuvolato; ore 09.30 a Quingentole; ore 10.30 a San Giacomo.
San Giacomo ore 15.30: secondo incontro di formazione ministeriale per gli operatori pastorali.

Un agnello che porta la tenerezza divina
Giovanni vedendo Gesù venire… Poter avere, come lui, occhi di profeta e so che non è impossibile perché «vi è un pizzico di profeta nei recessi di ogni esistenza umana» (A.J. Heschel); vedere Gesù mentre viene, eternamente incamminato lungo il fiume dei giorni, carico di tutta la lontananza; mentre viene negli occhi dei fratelli uccisi come agnelli; mentre viene lungo il confine tra bene e male dove si gioca il tuo e, in te, il destino del mondo. Vederlo venire (come ci è stato concesso a Natale) pellegrino dell’eternità, nella polvere dei nostri sentieri, sparpagliato per tutta la terra, rabdomante d’amore dentro l’accampamento umano, da dove non se ne andrà mai più. Ecco l’agnello, il piccolo del gregge, l’ultimo nato che ha ancora bisogno della madre e si affida al pastore, che vuole crescere con noi e in mezzo a noi.
Non è il «leone di Giuda», che viene a sistemare i malvagi e i prepotenti, ma un piccolo Dio che non può e non vuole far paura a nessuno; che non si impone, ma si propone e domanda solo di essere accolto. Accolto come il racconto della tenerezza di Dio. Viene e porta la rivoluzione della tenerezza, porta un altro modo possibile di abitare la terra, vivendo una vita libera da inganno e da violenza. Amatevi, dirà, altrimenti vi distruggerete, è tutto qui il Vangelo. Ecco l’agnello, inerme e più forte di tutti gli Erodi della terra. Una sfida a viso aperto alla violenza, alla sua logica, al disamore che è la radice di ogni peccato.
Viene l’Agnello di Dio, e porta molto di più del perdono, porta sé stesso: Dio nella carne, il cromosoma divino nel nostro Dna, il suo cuore dentro il nostro cuore, respiro dentro il respiro, per sempre. E toglie il peccato del mondo. Il verbo è declinato al presente: ecco Colui che instancabilmente, infallibilmente, giorno per giorno, continua a togliere, a raschiare via, adesso ancora, il male dell’uomo. E in che modo toglie il male? Con la minaccia e il castigo?
No, ma con lo stesso metodo vitale, positivo con cui opera nella creazione. Per vincere il buio della notte Dio incomincia a soffiare sulla luce del giorno; per vincere il gelo accende il suo sole; per vincere la steppa semina milioni di semi; per vincere la zizzania del campo si prende cura del buon grano; per demolire la menzogna Lui passa libero, disarmato, amorevole fra le creature. Il peccato è tolto: nel Vangelo il peccato è presente e tuttavia è assente.
Gesù ne parla solo per dirci: è tolto, è perdonabile sempre! E come Lui, il discepolo non condanna, ma annuncia un Dio che dimentica sé stesso dietro una pecora smarrita, un bambino, un’adultera. Che muore per loro e tutti li catturerà dentro la sua Risurrezione. (p. Ermes Ronchi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *