Avvisi da Lunedì 13 Gennaio a Domenica 19 Gennaio

Lunedì 13 gennaio
– Celebrazioni: ore 08.00 a Quistello; ore 09.00 a Quingentole.

Martedì 14 gennaio
– Celebrazioni: ore 08.00 a Santa Lucia; ore 16.00 al R.S.A. “Ciclamini” di Quistello.
Pieve di Coriano ore 21.00 in oratorio: incontro del direttivo del coordinamento pastorale dell’unità pastorale.

Mercoledì 15 gennaio
– Celebrazioni: ore 09.00 a San Giacomo; ore 10.30 a Quingentole per la festa del Patrono San Mauro.

Giovedì 16 gennaio
– Celebrazioni: ore 09.00 a Quistello con adorazione fino alle ore 10.00; ore 19.00 a San Giacomo con adorazione fino alle ore 21.00.

Venerdì 17 gennaio (memoria di Sant’Antonio abate)
– Celebrazioni: ore 09.00 a Quingentole; ore 10.30 a Quistello, in teatro, in memoria di Sant’Antonio abate.
Quistello ore 21.00 in teatro: serata sulle tentazioni di Sant’Antonio (ingresso gratuito).

Sabato 18 gennaio
– Celebrazioni: ore 17.00 a San Rocco; ore 18.00 a Malcantone.
Quistello ore 10.00 in teatro: convegno provinciale su Sant’Antonio abate; sarà presente con noi il vescovo Marco.

Domenica 19 gennaio (II domenica del T.O.)
– Celebrazioni: ore 08.00 e 11.00 a Quistello; ore 09.00 a Nuvolato; ore 09.30 a Quingentole; ore 10.30 a San Giacomo; a seguire pranzo sociale in teatro.
Gaidella ore 15.00: benedizione animali domestici.
Poggio Rusco ore 15.30: primo incontro di formazione ministeriale per gli operatori pastorali. I prossimi incontri del 26 gennaio, 2 e 9 febbraio si svolgeranno a San Giacomo in teatro.

Battesimo: immergersi in un oceano d’amore
La scena grandiosa del battesimo di Gesù, con il cielo squarciato, con il volo ad ali aperte dello Spirito sulle acque del Giordano, con la dichiarazione d’amore di Dio, è accaduta anche al mio battesimo e accade ancora a ogni quotidiana ripartenza. La Voce, la sola che suona in mezzo all’anima, ripete a ciascuno: tu sei mio figlio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento. Parole che ardono e bruciano: figlio mio, amore mio, gioia mia. Figlio è la prima parola. Figlio è un termine potente sulla terra, potente per il cuore dell’uomo. E per la fede. Dio genera figli secondo la propria specie, e io e tu, noi tutti abbiamo il cromosoma del genitore nelle nostre cellule, il Dna divino in noi. Amato è la seconda parola. Prima che tu agisca, prima che tu dica «sì», che tu lo sappia o no, ogni giorno, ad ogni risveglio, il tuo nome per Dio è «amato». Di un amore che ti previene, che ti anticipa, che ti avvolge a prescindere da ciò che oggi sarai e farai. Amato, senza se e senza ma. La salvezza deriva dal fatto che Dio mi ama, non dal fatto che io amo lui. E che io sia amato dipende da Dio, non dipende da me! Per fortuna, vorrei dire; o, meglio, per grazia! Ed è questo amore che entra, dilaga, avvolge e trasforma: noi siamo santi perché amati. La terza parola: Mio compiacimento. Termine desueto, inusuale eppure bellissimo, che nel suo nucleo contiene l’idea di piacere. La Voce grida dall’alto del cielo, grida sul mondo e in mezzo al cuore, la gioia di Dio: è bello con te, figlio mio; tu mi piaci; stare con te mi riempie di gioia. La potenza del battesimo è detta con il simbolo vasto delle acque che puliscono, dissetano, rinfrescano, guariscono, fanno germogliare i semi; con lo Spirito che, insieme all’acqua, è la prima di tutte le presenze nella Bibbia, in scena già dal secondo versetto della Genesi: «Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque». Una danza dello Spirito sulle acque è il primo movimento della storia. Da allora lo Spirito e l’acqua sono legati a ogni genesi, a ogni nascita, a ogni battesimo, a ogni vita che sgorga. Noi pensiamo al rito del battesimo come a qualche goccia d’acqua versata sul capo del bambino.
La realtà è grandiosa: nella sua radice battezzare significa immergere: «Siamo immersi in un oceano d’amore e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci). Io sono immerso in Dio e Dio è immerso in me; io nella Sua vita, Lui nella mia vita; «stringimi a te, stringiti in me» (G. Testori). Sono dentro Dio, come dentro l’aria che respiro, dentro la luce che mi bacia gli occhi; immerso in una sorgente che non verrà mai meno, inabissato in un grembo vivo che nutre, fa crescere e protegge: battezzato. (p. Ermes Ronchi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *