Avvisi da Lunedì 18 Novembre a Domenica 24 Novembre

Lunedì 18 novembre

– Celebrazioni: ore 08.00 a Quistello; ore 09.00 a Quingentole.

Quingentole ore 21.00: incontro in oratorio del direttivo del coordinamento di unità pastorale.

Cinema teatro “Lux”, questa sera, propone il film “Troppa grazia” all’interno del percorso dal titolo “Costruiamo la comunità” (vedere depliant).

 

Martedì 19 novembre

– Celebrazioni: ore 08.00 a Santa Lucia; ore 16.00 al R.S.A. “Ciclamini” di Quistello.

 

Mercoledì 20 novembre

– Celebrazioni: ore 09.00 a San Giacomo; ore 19.00 a Quingentole con adorazione fino alle ore 21.00.

 

Giovedì 21 novembre (memoria della present. della B.V. Maria)

– Celebrazioni: ore 09.00 a Quistello; ore 19.00 a San Giacomo con adorazione fino alle ore 21.00.

Quistello ore 21.00: in oratorio incontro con i responsabili dei centri d’ascolto della Parola.

Cinema teatro “Lux”, questa sera, propone il film “Troppa grazia” all’interno del percorso dal titolo “Costruiamo la comunità” (vedere depliant).

 

Venerdì 22 novembre (memoria di Santa Cecilia)

– Celebrazioni: ore 08.00 a Quistello; ore 09.00 a Quingentole.

Cinema teatro “Lux”, questa sera, propone un incontro dal titolo “social network e comunità reale: parliamone”; moderatore della serata sarà don Michele Garini.

 

Sabato 23 novembre

– Celebrazioni: ore 17.00 a San Rocco; ore 18.00 a Malcantone.

Mantova ore 15.30: nella cattedrale il vescovo Marco incontra i gruppi di preghiera presenti in diocesi.

 

Domenica 24 novembre (Signore Gesù Cristo Re dell’Universo)

– Celebrazioni: ore 08.00 e 11.00 a Quistello; ore 09.00 a Nuvolato; ore 09.30 a Quingentole; ore 10.30 a San Giacomo.

 

 

Neppure un capello si perderò nel nulla

 

Dov’è la buona notizia su Dio e sull’uomo in questo Vangelo di catastrofi, in questo balenare di spade e di pianeti che cadono? Se ascoltiamo con attenzione, ci accorgiamo però di un ritmo profondo: ad ogni immagine della fine si sovrappone il germoglio della speranza. Lc 21,9: quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, non è la fine; ai vv.16-17: sarete imprigionati, traditi, uccideranno alcuni, sarete odiati, ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto; e ancora ai vv.25-28: vi saranno segni nel sole, nella luna, nelle stelle, e sulla terra angoscia e paura: ma voi risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.

Ad ogni descrizione di dolore, segue un punto di rottura, dove tutto cambia, un tornante che apre l’orizzonte, la breccia della speranza: non vi spaventate, non è la fine; neanche un capello…; risollevatevi…. Al di là di profeti ingannatori, al di là di guerre e tradimenti, anche quando l’odio dovesse dilagare dovunque, ecco quella espressione struggente: Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto; raddoppiata da Matteo 10,30: i capelli del vostro capo sono tutti contati, non abbiate paura. Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra. Non c’è nessuna cosa che sia eterna. Ma l’uomo sì, è eterno. Si spegneranno le stelle prima che tu ti spenga. Saranno distrutte le pietre, ma tu ancora sarai al sicuro nel palmo della mano di Dio. Non resterà pietra su pietra delle nostre magnifiche costruzioni, ma l’uomo resterà, frammento su frammento, e nemmeno un capello andrà perduto; l’uomo resterà, nella sua interezza, dettaglio su dettaglio. Perché Dio come un innamorato ha cura di ogni dettaglio del suo amato. Ciò che deve restare scolpito nel cuore è l’ultima riga del Vangelo: risollevatevi, alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.

In piedi, a testa alta, occhi liberi e luminosi: così vede noi discepoli il Vangelo. Sollevate il capo, guardate oltre: la realtà non è solo questo che si vede, viene un Liberatore, esperto di vita. Il Signore che è «delle cose l’attesa e il gemito, che viene e vive nel cuore dell’uomo» (Turoldo), sta alla porta, è qui, con le mani impigliate nel folto della vita, porta luce nel cuore dell’universo, porta il dono del coraggio, che è la virtù degli inizi e del primo passo; porta il dono della pazienza, che è la virtù di vivere l’incompiuto in noi e nel mondo.

Cadono molti punti di riferimento, nel mondo, ma si annunciano anche sentori di primavera. Questo mondo porta un altro mondo nel grembo. Ogni giorno c’è un mondo che muore, ma ogni giorno c’è anche un mondo che nasce. (p. Ermes Ronchi)

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